giovedì 18 aprile 2013

Sulla mancanza di rispetto e il primato dell'intelligenza

Avevo chiesto la cancellazione dalla newsletter dell'On. Pollastrini dopo le primarie per i parlamentari: tutti i candidati avevano aggiunto tutti gli iscritti senza consenso ma passi pure lo spam per l'eccitazione del momento... tanto più che dopo la mia richiesta ero stato correttamente cancellato.

Questa sera però vengo riaggiunto alla newsletter perchè mi si deve spiegare, gentilmente certo, che noi militanti non abbiamo capito nulla della partita in atto perchè Marini in fondo non era poi così male essendo di fatto un nome autorevole come un altro.

Di seguito la mia risposta.

Che amarezza :-(

Buonasera.

Ho chiesto già in precedenza di essere cancellato da questa newsletter e a quanto pare sono stato reinserito nuovamente.

E questo accade nel giorno in cui il rispetto di me come iscritto è stato calpestato dalla dirigenza del Partito Democratico.
Non basta, mi devo sorbire questo patetico tentativo che mi spiega ancora una volta perchè ha sempre ragione l'apparato e ogni voce contraria abbia invariabilmente torto.

È una vergogna!

Rinnovo la richiesta di cancellazione. Non voglio più dover leggere imprese di arrampicata sugli specchi di questo genere che ritengo un insulto alla mia intelligenza.

La saluto,
un democratico tradito

sabato 23 febbraio 2013

Cominciamo bene!

Guildford, Surrey, UK
23/02/2013   4.30AM
Una sveglia di android suona nelle orecchie di un idiota che se la dorme beatamente..
4.55AM
L'idiota si sveglia.
"Porco Berlusca Ladro! Ho il treno alle 5.10 per il volo delle 7!"
Panico, ma ce la posso ancora fare!
E allora infilati come un guanto i vestiti già pronti, stacca il caricatore del cellulare, controlla di avere documenti e biglietto.. E VIA! Zaino in spalla e fuori di casa!
E... SBAM!
No, non è la porta che si chiude ma un muro di aria gelida contro cui schiantarsi. Ahia!
E parte la corsa con le molecole di atmosfera ghiacciata che entrano violentemente in gola durante lo scatto (totalmente aerobico) che ti saresti voluto evitare.
Dai proviamoci e al massimo si prende un taxi!
Che storia, epico! Ho la sensazione di spasmi da aria fredda nei polmoni come uno sull'Himalaya, ma sono in stazione in tempo con giusto un minuto per fare il biglietto e fiondarmi sul binario!
Grande, è fatta! Il treno arriva, posso riappisolarmi fino all'arrivo in aeroporto.
Prima stazione e sono già di nuovo in dormiveglia... E guarda un po' che sogni vado a fare: sogno che sul tabellone del binario invece delle 5 e 22 sono le 6 e 22!
Eh beh ovvio dopo 'sta corsa il cervello è ancora in panico e pensa di perdere il volo!
Ciá che controlliamo l'orologio e ci rimettiamo a dorm....
Intervallo.
Sì, avete presente quello classico della RAI con le pecorelle e l'arpa? Ecco. Quello.
Già perché i beep per coprire gli insulti che mi sono tirato sarebbero troppo lunghi e fastidiosi XD
... e venne fuori che erano veramente le 6.22... che mi sono svegliato alle 5.55, che il treno preso al volo era quello delle 6.10 e che il gate si sarebbe chiuso 2 minuti prima del mio arrivo in aeroporto!
Ma lo spirito titanico e anche un po' la voglia di fare una corsa da film una volta che ne ho la scusa :-P mi fa correre alle partenze, fare i controlli in un amen sorpassando tutti urlando "Sorry, I'm gonna miss my fliiiiight!"
E così arrivo al gate.. giusto in tempo per incontrare due addetti che mi dicono che l'aereo è ancora lì attaccato al finger, ma che ovviamente ha chiuso il portellone da giusto-giusto 2 minuti..
Insomma a ben guardare niente male davvero come performance: ho rischiato di farcela partendo un'ora dopo! :-O
E ora sono qui ad aspettare il volo delle 14.30 la cui differenza mi è costata come il taxi che avrei perso se avessi perso il treno, cosa che non abbatte di certo il risparmio di aver preso i voli un mese fa.
Che dire, svernerò qui e arriverò nel pomeriggio ma è stata una mattinata davvero da ricordare culminata con una delle telefonate che ho sempre sognato di fare: "Mamma, ho perso l'aereo!" :-D
E ora speriamo che il volo sia in orario come quello che ho perso e di non dover aggiungere un capitolo a questo racconto!
Buona giornata mondo ;-)
Un ostaggio dell'aeroporto di Gatwick

martedì 30 ottobre 2012

Cambiare l'url di AUR per risolvere un errore di yaourt

Ciao a tutti,
questo è proprio il prototipo di post corti e utili che ho più volte promesso di scrivere e che invece lascio pratimente sempre tra le dita e la tastiera.
Eccovelo!

Se usate yaourt su Archlinux e siete vittime di questo singolare errore mentre il povero programma sta cercando di recuperare informazioni da AUR...

The URL http://aur.archlinux.org/rpc.php?type=multiinfo&arg[]=yaourt returned error : 301

... è perchè qualcosa è cambiato sui server di AUR.

E per sistemare yaourt dobbiamo modificare la sua configurazione per riflettere questi cambiamenti.

La soluzione? Facile-facile!

Come superuser modificare /etc/yaourtrc e impostate la variabile AURURL come "https://aur.archlinux.org"

prima

#AURURL="http://aur.archlinux.org"

dopo

AURURL="https://aur.archlinux.org"

Buon divertimento! ;-)

Alla prossima!

mercoledì 11 luglio 2012

Una promessa! Le foto del Transito di Venere

Il mese scorso ho resuscitato ancora una volta queste pagine e vi ho promesso, cari lettori casuali, le foto che sono riuscito a scattare durante il Transito di Venere.
Buona visione! :-)

giovedì 7 giugno 2012

Che bella giornata!

Volge alla fine una giornata veramente piena di eventi e più che degna di nota per togliere la polvere da questo blog!

Il transito di Venere di questa mattina ha ricompensato un'alzataccia che anche grazie alla compagnia è stata comunque poco faticosa.

E poi un'altra miriade di avventure prima di arrivare in vista del meritato riposo.
È proprio vero che "il mattino ha l'oro in bocca" al punto che mi sembra aver vissuto 2 giornate invece che una. Un'ottimo segreto da monaci e contadini quello di levarsi col Sole ;-)

Alla prossima, magari cominciando col condividere anche qui le foto del transito.

See ya!

mercoledì 15 febbraio 2012

... nelle forme e nei limiti ...

Premetto che ieri non ho visto Sanremo. Però, dato il polverone su Celentano e compagnia bella, stamattina ho dato un'occhiata su YouTube.
Non perdo tempo in alcun giudizio artistico-retorico. Sento il bisogno solamente di sfatare il mito della "sovranità-incontrastata-del-popolo" declamato ieri sera.
Questo mi pare il vero concetto fuori luogo, e forse anche pericoloso, dell'intervento del Molleggiato.
Nel caso migliore si tratta di disinformazione di massa :-|

Infatti checchè se ne dica e se ne sia sempre detto – chi con dolo, chi per semplice bisogno di suscitare facili ovazioni – la seconda parte dell'Articolo 1 della nostra Costituzione recita così:

La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Omettere la precisazione finale è in piena coerenza con i tentativi di deriva populista degli ultimi 17 anni, con tanto di orde di "ultras di partito" ed elezioni ad applausometro/televoto.
Dispiace che Celentano sia caduto così in basso solo per incassare un applauso sicuro in più.

mercoledì 8 febbraio 2012

Un anno dopo, un ricordo del mio Nonno Riccardo

È l'8 febbraio 2012. Oggi è il giorno di un esame importante finalmente passato, che mi porta ad un passo dalla laurea.
E solo un anno fa, questa sera, c'era spazio per le tensioni e le disillusioni di un'ennesima sessione d'esami inziata male... tutti sentimenti però ridimensionati e pesantemente relativizzati da un altro vuoto che si apriva nella mia vita (o piuttosto un altro "pieno" che si compiva).

Da quella mattina non c'era più il mio Nonno Riccardo, volato via anche lui all'improvviso nei giorni in cui si stava cercando tra pronto-soccorso e ospedale di dare un po' più di sollievo ai suoi dolori ormai sempre più forti alla schiena.

Schiena curva di lavoratore. Dio solo sa quanti pesi ha spostato quanti lavori ha realizzato e supervisionato come solo lui sapeva fare, tra la Parrocchia San Vittore e le case della Cooperativa Casa Mia Rhodense.

Schiena dritta di ferroviere, di quegli uomini sbocciati nel dopoguerra e che hanno davvero saputo ri-costruire un paese a parte dalle città... dalle case.

Uno dei primi ricordi che ho di lui è quasi avvolto da un alone di magia. Da quando avrò avuto 3 anni capitava che qualche bella giornata di primavera mi portasse a "vedere i treni".
Andavamo in stazione, si salutavano tutti i ferrovieri, un salto nell'ufficio movimento e poi finalmente ci sedevamo sulla panchina verso il fondo della banchina del binario 1.
Erano quelle le prime volte in cui imparavo come la conoscenza dell'imminenza di un evento "temuto" dia un po' della forza necessaria per affrontarlo. Sparite le prime paure, mi divertivo al passaggio dei treni e degli assordanti locomotori.
Una sola cosa rimaneva un mistero: come diavolo facesse il mio Nonno Riccardo a prevedere il passaggio dei treni. Il binario, il verso di percorrenza, se si sarebbero fermati o meno... Addirittura mi diceva da dove venivano e dove andavano quelle carrozze e le persone che c'erano sopra.
Fornire quest'ultimo dettaglio di partenza e destinazione mi sembrava addirittura presuntuoso da parte sua. Per la serie: "va bene che indovini tutto ma anche sapere partenza e arrivo, mi sembra un po' eccessivo! E poi come fai a sapere dove stanno veramente andando quelle persone?"
A mia discolpa posso dire che in quelle ore di tarda mattinata gli annunci sonori del personale erano praticamente assenti e, non sapendo leggere, il tabellone degli orari mi risultava irrilevante; ma mi fa ancora sorridere la sua faccia divertita quando gli chiedevo come facesse a indovinare sempre!

E poi anche solo a pensarci un attimo la mente mi si popola di innumerevoli immagini, come le belle vacanze sulle dolomiti a La Villa con i tramonti d'Agosto che lanciavano raggi rosa e arancioni sulle pareti del Sasso della Croce. E una sera di quelle, quando siamo stati fuori poco dopo il tramonto perchè al TG dicevano che sarebbe passato lo shuttle Atlantis con a bordo Franco Malerba, primo astronauta italiano... eh già, anche il primo tentativo di avvistamento "spaziale" lo devo a lui.

Rapido e libero, dal piede sicuro come un camoscio sui monti e un tuttofare in casa anche in vacanza. Indimenticaibli le sue cassette per gli attrezzi da portare in viaggio per ogni evenienza... con annessi spaghi e fili di nylon per stendere... tutto occorrente che in pochi giorni degenerava nella messa in opera di mini-funivie da balcone a cortile e ritorno.

Tante cose ho imparato da lui a partire dal fatto che le grandi idee e i grandi propositi, pur dopo attenti progetti, cominciano veramente a realizzarsi solo quando alla fine qualcuno prende umilmente in mano il martello per piantare il primo chiodo. E più sul lato ingegneristico, sicuramente gli devo l'assoluta mancanza di timori reverenziali nei confronti dello "smontare" "adattare" e "modificare" le cose per tentare di farle funzionare meglio. E poi la sua costanza, fino quasi all'insistenza, che faceva il paio con un senso del dovere nei confronti della società e degli altri tipico di tanti della sua generazione.

Un anno dopo, non mi è difficile riconoscere come una parte di quella forza che con fatica ho imparato a mettere da parte per perseverare nelle difficoltà, la devo sicuramente a lui.

Grazie Nonno Riccardo per tutti questi "attrezzi" importanti che mi accompagneranno sempre!