lunedì 13 luglio 2009

Un saluto ad una persona speciale

E ne è già passato di tempo da quel 25 Maggio 2009 in cui ci hai lasciato, zio Eugenio.
Da prima questo blog era fermo per mancanza di tempo a causa delle solite mille cose da fare. In questo mese e mezzo ne ho avuto da scrivere: non solo riflessioni, anche cose stupide o tecniche perle quotidiane di una vita da Linux user... ma non potevo lasciare stare. Non mi è sembrato giusto scrivere "qualcosa" prima di averti salutato su questo sparuto angolo di rete che fatico a tenere aggiornato...

Salutarti non è una cosa che si possa sbrigare in 2 minuti anche se non mi sento di condividere con la rete, così a bruciapelo, i miei sentimenti più profondi, ed è giusto così. Insomma non voglio scrivere un poema... però semplicemente ho bisogno del tempo giusto e della dovuta calma perchè è nel suo piccolo una cosa che sento importante.

E allora è naturale pensare che il vuoto che una persona lascia nella vita degli altri quando finisce il suo cammino terreno, non è che proporzionale a quanto è riuscita a riempire proprio la vita degli altri, mettendosi in gioco nelle relazioni quotidiane con le proprie irripetibili qualità.
Tu hai vissuto così ed è per questo che ci manchi. Ma proprio per ciò che ci hai lasciato dentro e per quello in cui crediamo, e che ci hai aiutato a coltivare con la tua vita, non riusciamo a dirci "disperati" pur in questa inevitabile tristezza.

E già questa è una cosa grande di cui personalmente ti ringrazio. Come ti ringrazio per la testimonianza e per la forza che nella malattia proprio tu, quasi paradossalmente, con generosità ci consegnavi. Quella tua "forte serenità" ci sta aiutando e sarà sempre dentro di noi.

Ma nonostante la bellezza del tuo esempio e del tuo dono di testimonianza nel tempo della difficoltà, mi piace ricordarti anche in quello della serenità.
I miei ricordi sono quelli di un bambino fortunato per essere cresciuto in una famiglia splendida, a contatto con i "cugini" praticamente come dei "fratelli" e dei vari zii come dei "secondi genitori".

E allora la testa si riempie di ricordi, di piccole cose, dei tuoi "Bel Colpo!", dei tuoi sguardi vispi ed intelligenti, dei tuoi momenti di riflessione, ... di un polsino del Milan che hai regalato a turno a tutti noi nipoti ai tempi delle elementari per "evangelizzarci" simpaticamente alla fede calcistica. (e ci sei riuscito per bene con l'Alby e Teo... povero zio Claudio: interista coi figli maschi "indivolati" X-D)
E mi viene in mente la prima volta allo stadio (che poi per me è stata anche l'unica finora per una partita "seria")... Ho ricostruito dai ricordi e dal web: era il 17 aprile 1994, Milan-Udinese 2-2 e 14° scudetto al Milan assegnato alla 15° giornata con 2 partite di anticipo. Era l'ultimo campionato con i 2 punti per la vittoria... e c'era "Testaferrata" nella formazione dell'Udinese, che poi la testa non l'aveva tanto dura, essendosi accasciato per qualche secondo dopo uno scontro di gioco con quell'armadio di Desailly...

I miei ricordi continuano in tutte le domeniche pomeriggio dai Nonni, "battezzate" sul tardi dall'immancabile 90°minuto... i pensieri passano poi da soli a tutti i tuoi scherzi... quando uscivi di casa a suonare il campanello o spegnevi la luce di nascosto chiedendo se fosse andata via la corrente, facendo impazzire i parenti e sghignazzare i nipoti... per non parlare del geniale «è già l'una?» detto in spiaggia, tra te e te ma ad alta voce guardando l'orologio, facendo saltare sulla sdraio metà della gente perchè in realtà era sempre e solo mezzogiorno...

E questo tuo lato giocoso, che abbiamo avuto il piacere di conoscere, completava benissimo la serietà, la professionalità, l'esattezza che mettevi ed esigevi, da te stesso e dagli altri, nel tuo essere il "Professor Eugenio Zucchetti" rimanendo anche per i tuoi colleghi semplicemente "Eugenio", sociologo innamorato della città e attento alle sue problematiche e ai suoi cambiamenti.
Per questo contributo e per il tuo impegno nell'Azione Cattolica come presidente diocesano, sei stato ampiamente ricordato da quanti hanno condiviso questo cammino con te in questi anni. Io nel mio piccolo ho avuto il piacere di averti come "zio-presidente" ai tempi dell'ACR.
Ho avuto la fortuna di vederti disegnare il quadro della società presente e del ruolo del cittadino e del Cristiano ad alcuni incontri con il gruppo dei giovani della città.
Ti ho visto poi metterti in gioco in prima persona nella nascita del Partito Democratico perchè si creasse davvero una pagina nuova per il nostro paese. In tutte le difficoltà, è anche grazie a te che ci sto credendo ancora.

Questo è il mio ricordo, o perlomeno quella punta dell'iceberg che mi sono sentito di condividere con chi passerà da queste pagine. Per questo, e per tutto il resto, ti dico il mio "Grazie!"

Questo, e molto altro, sei stato... e sei ancora, nel "dove" e nel "quando" in cui tutti ci ritroveremo.
Ma se è vero che quel "dove" e quel "quando" non sono che l'essenza più vera del "qui" e dell'"ora" non è stupido sentire che ci accompagni ogni giorno con il tuo sorriso e con il tuo sguardo intelligente sul mondo :-)

Ciao zio Eugenio!
Andy

1 commento:

  1. Grazie, Andy. Bel colpo.
    C'è anche un'altra verità. L'immagine vera di ciascuno di noi non è quella che ciascuno da sé proietta, ma il caleidoscopio delle immagini che rifrangono di lui tutte le persone con cui ciascuno entra in relazione.
    In questo senso tu ci restituisci un Eugenio più ricco. E mentre ridiamo e piangiamo insieme, anche noi ce l'abbiamo dentro, vivo.
    "Sol chi non lascia eredità d'affetti poca gioia ha, nell'urna".
    Se ha ragione il vecchio buon Ugo (Foscolo) che la sapeva lunga, Eugenio ha davvero tanta gioia "nell'urna", o meglio in quel "dove" e "quando" in cui... è già l'una, ma si può restare tranquilli in spiaggia a guardare il mare. Che di tempo ce n'è quanto ne vogliamo, per stare bene. E insieme.
    Ziapaola

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