mercoledì 15 dicembre 2010

Buon viaggio spaziale @astro_paolo !!!

Stasera alle 20.09 ora italiana, l'astronauta Paolo Nespoli decollerà da Baikonur insieme a Dmitri Kondratyev e Catherine Coleman, a bordo della Soyuz TMA-20 diretto alla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Questo lancio segnerà l'inizio della prima "long duration mission" per un astronauta Italiano. Paolo starà sulla stazione fino a maggio 2011 lavorando per mantenerne le funzionalità della stessa ed eseguendo molti esperimenti sfruttando l'ambiente di microgravità.

Potrete seguire Paolo su Twitter @astro_paolo dove ci aspettiamo di vedere le bellissime foto che scatterà da lassù lungo i prossimi 6 mesi!

È online, sul sito dell'ESA, anche la pagina ufficiale della missione magISStra:
Qui oggi si potrà assistere alla webcast del lancio in diretta!

Se proprio non potete aspettare e volete avere informazioni più dettagliate di quello che sarà il lavoro del nostro astronauta in questi mesi, qui trovate un ottimo video di presentazione della missione: http://www.esa.int/SPECIALS/magisstra/SEM5V1TOREG_0.html

Girando sul web per cercare la bella foto che vedete sopra... ho trovato, per caso, anche una foto mia e del mio amico Teo che seguiamo un seminario tenuto da Paolo al PoliMI nel 2008, quando ci ha raccontato della sua missione Shuttle appena conclusa, in cui ha portato a compimento l'installazione del Nodo2-Harmony sulla ISS.
È stata una gradiosa conferenza! Sfortunatamente non eravamo riusciti a farci fare una foto con il nostro illustre collega ingegnere, ma ancora una volta il web mostra tutta la sua grandiosità visto che, grazie a pamoroso su flicker, sono riuscito a trovare questa foto! ;-) Grazie mille!

Paolo, non mi resta che augurarti buon viaggio anche da queste pagine, goditi la permanenza su quel bel pezzo di ingegneria che è la Stazione Spaziale Internazionale! Noi saremo qui sulla Terra a mandarti un saluto ogni volta che vedremo la tua nuova casa passare sopra le nostre teste, illuminata dal Sole, poco dopo il tramonto o poco prima dell'alba!
Arrivederci a presto... dallo spazio! ;-)

giovedì 25 novembre 2010

Un anno dopo, un ricordo del mio Nonno Carlo

"Missing" di Vangelis risuona nella mia stanza.
Un anno fa.
Un anno fa ho rimesso a posto tutto e "ribaltato", per la prima volta seriamente, questa camera.
Perchè è proprio come scrive il Liga: quando perdi qualcuno hai bisogno di "mettere via", per "fare il punto della situazione".
Perchè l'illusione di dare un'ordine alle cose ti aiuta a sopportare lo smarrimento.
È già passato un anno da quel 2009 in cui dopo lo zio Eugenio, anche tu sei partito. E io non avevo ancora scritto nulla di te su queste pagine.

Ho avuto bisogno che questa Terra avesse completato un altro giro.
Per lasciar passare il tempo, che anche quando non porta risposte, sa custodire e rendere feconde le domande.
Un altro giro...
Perchè è difficile accettare come il nostro mondo cambi per l'assenza di una persona cara, ed era già la seconda volta, l'anno scorso.

25/11/2010 - ore 12.03
Era come uno che si erge ma senza bisogno di sostenersi da sè.
Un gigante.
Punto.

Questo il primo pensiero che ho messo nero su bianco, quando ho saputo che non ti avrei più rivisto: la certezza che tu sei stato, e sei ancora, un punto fermo della mia vita.

E lo spirito e i ricordi più vivi sono ancora quelli che ho tracciato sulle pagine del mio quadernino quella sera.

Il tuo sguardo vispo. Le occhiate interrogative ed ironiche. La capacità di non prenderti mai troppo sul serio. Un concreto e positivo senso del limite che era proprio motivo per capire in cosa e in che modo fosse più giusto riversare tutte le energie. Perchè ti sei sempre speso fino in fondo e con la tua leggera e bonaria ironia cercavi di comunicare ed insegnare agli altri un po' di questa umiltà carica di senso di responsabilità.

Ci chiamavi "il Poeta e il Contadino" a me e a Luca.
Solo qualche mese fa in uno speciale su Cochi e Renato ho capito perfettamente a cosa ti riferivi e mi è uscito un sorriso divertito :-)
Un modo per riconoscere le qualità di ciascuno, pur invitando il "Poeta" ad essere più "Contadino" e il "Contadino" ad essere più "Poeta".
Perchè con il solo pragmatismo o la sola testa tra le nuvole non si va da nessuna parte, mentre con un po' di entrambi si può camminare bene nel viaggio della vita.

Quanti ricordi. Come il giorno che, con un po' di commozione, ma con risolutezza, ti sei fatto aiutare a buttare tutte le carte di anni da Consigliere Comunale, Assessore al Bilancio e poi Sindaco di Rho.
La passione politica come vero mettersi al servizio del bene comune, me l'hai insegnata tu. È quel giorno che mi hai regalato una copia della nostra Costituzione.
Avevi deciso di tenere da parte solo i documenti e gli interventi più importanti. Quante copie di atti, delibere, OdG, abbiamo buttato nel cassonetto della carta quel pomeriggio, tutti con dietro una storia e alcuni certamente risultato di incredibili mediazioni per il bene della Città.
Ma bisognava fare spazio in cantina, per il neonato laboratorio dove negli anni successivi avresti realizzato le tue icone, incollando belle immagini sacre prese da calendari e poster, sui supporti di legno che preparavi. E con sapienti mani di varie vernici trasparenti ottenevi risultati ed effetti spesso straordinari.
Anche questo mi hai insegnato: avere il coraggio di fare ogni tanto, serenamente, un bilancio e riuscire a reinventarsi ogni giorno!

Già, perchè in qualche modo non sei mai riuscito a smettere di lavorare, di realizzare, di creare. E ne hai fatte di cose! Hai anche imparato ad usare il computer, fino ad arrivare alla creazione dei tuoi VideoCD con le tue e nostre diapositive, pazientemente salvate dallo scorrere del tempo. Le riportavi ad un nuovo semplice splendore e ne accompagnavi i ricordi grazie all'aggiunta della musica "giusta".

E mi mancano quelle ore passate a capire insieme a te le bizze del computer e gli scherzi di Excel e del programma di contabilità. E i tuoi fogli su cui annotavi via via le cose nuove che imparavi a fare.
È stato davvero un privilegio averti potuto perfino parlare via Skype. Tu nato il 12 Marzo 1925, tu che nel 2009 chattavi con i tuoi nipoti!
Spettacolare, Nonno Carlo! :-)

Quante cose da ricordare e raccontare! Ma non basterebbe un blog intero. E allora, anche oggi, voglio salutarti come in mezzo ad quello splendido tramonto di in un tardo pomeriggio del tuo ultimo Settembre.
Io che esco dal cancelletto con la bici, come migliaia di altre volte. E montando in sella mi volto indietro.
Tu che mi sorridi e mi fissi negli occhi mentre alzi la mano in segno di saluto e mi dici quel tuo, sempre particolare, «Arrivederci!».

Arrivederci mio maestro di Vita...
...mentre punto sereno, con la tua benevolenza, verso quello splendido Tramonto...
perchè attraverso solo un attimo di buio, possa anch'io ritrovarti dove già sei: nella Luce che non muore... magari (come diresti tu per sorridere sulle nostre "abitudini oratoriane") "a fare una bella pizzata!" ;-)

Ciao Nonno Carlo! Ti saluto, ma anche no... perchè come tutte le persone che hanno lasciato e lasceranno il segno, sei e sarai sempre presente nella mia vita, ogni giorno.

Andy

mercoledì 3 novembre 2010

Time of troubles - HTPDATE: sicronizzare l'orario sotto proxy

Beh come sapete lo scorso weekend siamo passati all'ora solare.In Italia siamo passati dal tempo CEST al CET.
Orbene :-D, KDE4 di solito è intelligente e se mi ricordo bene dà la possibilità di impostare l'orario attraverso i server NTP. Per di più, non importa che desktop usiate, su ogni distribuzione Linux sono disponibili le utility NTP... ma cosa fare se siamo connessi via proxy?

Non c'è storia, se la porta 123 è chiusa, NTP non funzionerà. Allora come sincronizzare l'orario senza questo fantastico servizio?
La risposta è HTP ovverlo "HTTP time protocol" che ovviamente permette di sincronizzarsi anche via proxy, al prezzo di una accurateza inferiore ad NTP.

http://www.rkeene.org/oss/htp/
http://www.clevervest.com/htp/

In archlinux HTP è disponibile su AUR attraverso il pacchetto htpdate. Eccovi i passi per l'installazione e l'uso di htpdate

1) Andare su AUR e prendere la tarball del pacchetto.
https://aur.archlinux.org/packages.php and search for htp or htpdate
You'll find this package page: https://aur.archlinux.org/packages.php?ID=25963

2) Scaricare la tarball

3) Estrarla nella nostra cartella preferita

tar -xzvf htpdate.tar.gz

4) Creare il pacchetto

cd htpdate
makepkg

Sarà creato un file ".tar.xz". Quello è il vostro pacchetto Archlinux che potete installare con il comando pacman -U

5) Installare il pacchetto

sudo pacman -U htpdate-1.0.4-2-i686.pkg.tar.xz

Ora avete htpdate installato... vediamo di giocarci un po'...

6) Sincronizzare l'orario sotto proxy
È tutto molto semplice. Grazie all'opzione -P potete comunicare ad htpdate l'indirizzo e la porta del vostro proxy. Se volete vedere più informazioni durante l'esecuzione basta specificare l'opzione -d. Quindi con l'opzione -q sì può chiedere ad htpdate di fare il suo lavoro mostrando l'orario preso dal server ma senza impostarlo. Infine con l'opzione -s potete impostare l'orario di sistema come ricevuto dal server che avete specificato. Come server ho usato www.ntp.org perchè si spera che il sito del più famoso e preciso protocollo ntp sia sincronizzato esso stesso a dovere ;-)

htpdate -dq -P proxyIP:proxyPORT httpSERVER

per impostare l'orario di sistema potreste dover avere i privilegi di root

sudo htpdate -ds -P proxyIP:proxyPORT httpSERVER

Ora attenzione, l'orario che viene impostato da htpdate è SOLO quello di sistema.
Di seguito trovate come impostare anche l'hardware clock per evitare che l'orario venga ripristinato a quello precedente, nel giro di pochi minuti, o comunque al riavvio successivo.

7) Sincronizzare l'hardware clock con l'orario di sistema corrente

date

mostra l'orario di sistema corrente (che dovrebbe essere corretto, avendolo appena impostato con htpdate)

hwclock

mostra l'orario corrente dell'hardware clock

Con il seguente comando potete impostare l'hardware clock secondo l'orario di sistema, completando così la sincronizzazione

sudo hwclock --systohc

Ora il vostro oriario è sincronizzato e siete contenti!
Potete provare anche a far girare htpdate come servizio... Eccovi allora la versione web della manpage e una bella pagina della wiki di gentoo sull'argomento:
http://www.clevervest.com/foswiki/bin/view/HTP/HtpdateManpage
http://en.gentoo-wiki.com/wiki/Time_Synchronization

Penso che sia tutto ;-)

Ora non vi resta che essere puntuali!

venerdì 8 ottobre 2010

Alberi a testa in giù, le radici in cielo...

Succede che qualche giorno fa, aspettando l'arrivo del mio primo telescopio, ho ripreso in mano un piccolo libro di astronomia, con mappe del cielo e descrizioni. Mi fu regalato che ero ancora alle elementari. Da piccolo l'avevo usato solo qualche volta, incuriosito più dall'inchiostro fluorescente delle mappe stellari che dall'attenta spiegazione di quello che le determinate zone di cielo custodiscono... Più tardi, mi bastava riconoscere qualche costellazione usandone le carte celesti...

Questo libretto, non era neppure uno di quelli che fin da bambino mi hanno fatto letteralmente sognare ad occhi aperti e che sono responsabili delle scelte sui miei studi e delle mie passioni. Era rimasto lì, ogni tanto sfogliato, ma mai veramente letto.
Succede che mi imbatto per la prima volta nelle parole. E trovo nella prefazione uno spunto che mette nero su bianco qualcosa che ho sempre percepito, levando il naso all'insù. È proprio vero che i libri sono amici che sanno aspettare: queste parole mi hanno atteso pazienti su quella pagina, per venirmi a trovare dopo tutti questi anni.

Le ha scritte Hubert Reeves  che scopro essere un astrofisico e divulgatore Franco-Canadese... dalla faccia simpatica (miracoli di Wikipedia!). La sua è una breve riflessione su perchè guardare il cielo, e soprattutto su come lasciarsi interrogare ed entrare veramente in sintonia con il balletto cosmico che si dispiega davanti ai nostri occhi...

... la conoscenza del cielo ha anche un'altra dimensione, collegata con le radici stesse dell'uomo. Le variazioni rapide del tipo di vita, provocate dal ritmo incessante dei progressi tecnologici, causano problemi di identità nell'uomo contemporaneo. Una reazione contro questo sentimento d'alienazione dovuta al mondo moderno si può trovare nel rinnovato interesse verso il regionalismo. Ciascuno sente il bisogno di appartenere a qualche cosa. Si cercano disperatamente le proprie radici, a costo di inventarle di sana pianta.

Oggigiorno una delle ragioni della popolarità dell'astronomia consiste, io credo, nel legame che essa mostra tra l'uomo e le stelle. Lungi dall'essere estranei all'Universo, come insegnano gli esistenzialisti, le recenti scoperte dell'astrofisica ci indicano come parte di tutto quello che brilla in cielo. Noi siamo debitori alle stelle perchè al loro interno sono stati fabbricati gli atomi dei quali sono costituite le molecole dei nostri occhi rivolti verso di esse.

Il sentimento d'appartenenza di cui sentiamo tanto bisogno, ci è dato dall'astronomia in forma molto più soddisfacente di quanto non facciano i nostri libri di storia. Prima di essere Francesi o Italiani, neri o bianchi, maschi o femmine, noi siamo terrestri, solari, appartenenti alla Via Lattea, figli e figlie dell'Universo. Le nostre radici sono nelle stelle.

Questa presa di coscienza è importante per l'essere umano nel suo insieme. Ma essa rimane confinata all'intelletto; non può acquisire la sua reale dimensione. Occorre, tuttavia, che questa consapevolezza si confronti con l'osservazione fisica del cielo. Alla razionalità deve associarsi l'emozione di ritrovare la nebulosa d'Orione -  regione di formazione stellare - o Antares, generatrice del carbonio e dell'ossigeno...

È con questo spirito che voglio ritrovarmi a guardare il cielo. Sempre. Per questo un umile dobson "economico ma di tutto rispetto" è il compagno ideale. Non ci vuole nulla per farlo saltare da una stella all'altra con la leggerezza di un ballerino. E senza menarsela, senza strafare, senza i cerchi graduati delle coordinate, senza i rumori delle montature go-to, umilmente, in silenzio, con tutti i suoi limiti, si mette davanti alla volta celeste e mi mostra le meraviglie del cosmo.
La questione è solo questa, lasciarsi stupire. Lasciarsi impressionare. Esattamente come le proprie retine.

giovedì 2 settembre 2010

AMZ Live! @ Villa Litta, Lainate

Ciao a tutti!

Tornato dalle scorribande estive sono orgoglioso di annunciarvi la prima uscita degli Ammazzacaffè da che Teo è tornato dagli USA ;-)

Sarà sicuramente una splendida serata, almeno per noi! Eccovi le info e se bazzicate nei paraggi, fate un salto ;-)

Domenica 5 settembre 2010

21.00


Cortile Nobile di

Villa Borromeo Visconti Litta


Lainate (MI)


Musica con gli Ammazzacaffè

in collaborazione con Job Caffè

giovedì 22 luglio 2010

Italia, il paese del sensazionalismo scientifico senza ritegno!

Ciao a tutti,
approfittando di un commento a un buzz di un amico, colgo l'occasione per rimettere in ordine le idee attorno ad un articolo "shock" uscito su Repubblica online il 15 luglio 2010.

"Newton si è sbagliato
la gravità non esiste"

Negli Usa si è riaperto il dibattito sui principi formulati dal celebre scienziato grazie ai lavori di un fisico olandese: "La sua teoria è un'illusione". Si tratta di Erik Verlinde che lega le sue critiche all'ipotesi delle stringhe e a quella dell'universo olografico

Eccovi il link se proprio ci tenete: http://bit.ly/cbGdeC

Mi piacerebbe conoscere la vostra reazione a questo titolo a prescindere dalla teoria delle stringhe e dell'universo olografico (spiattellati dal giornalista nel sottotitolo come ottimo condimento per la sparata precedente, come se lui stesso "mangiasse a colazione" queste nuove teorie che "ridicolizzano" la fisica classica).

La mia reazione? Mi sono vergognato di essere un lettore di questa roba. Mi sono vergognato del sensazionalismo scientifico di casa nostra. Mi sono indignato della stupidità e dell'ignoranza con cui pur di farsi leggere si denigra nientemeno che Newton e per di più nel merito della sua teoria della gravitazione!

La mia non è una difesa del signor Isacco quale totem della fisica, quale novello monolitico Aristotele contro un novello impertinente Galileo... la mia è una difesa della corretta divulgazione scientifica e un rifiuto del sensazionalismo che stravolge l'essenza della ricerca.

Isaac Newton by Godfrey Kneller - 1689
Non servono tante parole per capire quanto un titolo così faccia a pugni con lo spirito che da sempre è alla base del progresso scientifico e culturale. Essere costretto a citare lo stesso Newton in merito, fa forse più rabbia nei confronti dell'ignoranza del giornalista ma eleva automaticamente il livello facendo rispondere in prima persona il Nostro e lasciando le sparate a quello che sono.
Scriveva Isaac Newton su questioni di ottica a Robert Hooke il 15 febbraio 1676:
"What Descartes did was a good step. You have added much several ways, and especially in taking the colours of thin plates into philosophical consideration. If I have seen a little further it is by standing on the shoulders of Giants."

Lui stesso era un gigante. Noi lo sappiamo. Lui lo sapeva. Ma questa è la verità di cui si rese conto lui stesso: tutti siamo debitori, nei confronti dei nostri predecessori, per il punto di partenza. Questa è la profonda umiltà che solo i grandi riescono a conservare anche quando è indubbio che abbiano dato un contributo enorme alla conoscenza.
Da questa consapevolezza nasce il rispetto nei confronti di chi è venuto prima, anche e soprattutto se si trova una nuova teoria più plausibile che spieghi i fenomeni già sistematizzati da chi ci ha preceduto, in un modo che ora ci sembra parziale o addirittura errato.

Ma noi no! A noi piace la polemica! A noi piace il gossip! A noi piace il pollaio! E il "nostro corrispondente" il sig. Federico Rampini lo sa bene. Non si limita a copiare, tradurre e sforbiciare questo articolo uscito giusto 3 giorni prima sul NYTimes http://nyti.ms/cJPog8 (così sono capace anch'io di fare il "nostro corrispondente" :-D).
Mette pure un titolo veramente fuori luogo che fa impallidire il suo articolo a confronto con l'originale molto più preciso e meno polemico. A proposito del "plagio/traduzione" fa davvero sorridere che in fondo all'articolo di Repubblica ci sia un bellissimo © RIPRODUZIONE RISERVATA ma se è copiato!!! bah...

L'amara conclusione culturale è che purtroppo non si sa se venga prima l'uovo o la gallina.
Non si capisce se sia l'ignoranza in ambito scientifico, che attanaglia la stragrande maggioranza degli Italiani, la causa di questa arroganza fuori luogo che fa leggere in questi termini beceri la nascita di una nuova teoria. O se sia piuttosto il contrario: che a causa di polemiche sterili per commentare le innovazioni o, peggio, a causa della divulgazione di palesi idiozie (cfr. Voyager e il sig. Giacobbo) questa "scienza delle illazioni", per come viene presentata, non eserciti alcuna attrattiva nei confronti delle persone e dei ragazzi in particolare.

Cassini Saturn Orbit Insertion
Nel nostro paese la verità è soggettiva, anche in ambito scientifico. Non solo ognuno è libero di pensarla come vuole anche sulla gravità, ma anzi possiamo tranquillamente dare del deficiente a Newton appena abbiamo un'idea più carina.
Non importa che con le equazioni di Newton mandiamo sonde spaziali su Saturno con solenni slalom tra gli anelli.
Il dato che emerge da questo modo di fare divulgazione è che, se la gravità si dimostrerà una forza apparente legata all'entropia, Newton era sicuramente un povero illuso di dimensioni cosmiche!
Anche se era la seconda metà del 1600.
Anche se era umile abbastanza per comprendere l'onore di prendere il largo con la ricerca a partire dall'orizzonte che si intravedeva "standing on the shoulders of giants."
Anche se lo scienziato promotore della nuova teoria non ha mancato di rispetto a Newton in questo modo.
Anche se il giornalista che si riempie la bocca di teoria delle stringhe e universo olografico probabilmente ricorda a stento l'equazione della gravitazione universale e la rivoluzione che è stata per la fisica.

In Italia il gossip prende il posto dell'informazione. Anche in ambito scientifico. Anche sui media che denunciano tutti i giorni la "deriva culturale".
È una vera tristezza.

giovedì 24 giugno 2010

Siamo Fuori.

Ed eccomi ad aggiorare il blog da terminale postando per la prima volta con GoogleCL.
Scrivere da console sul fantastico e sempre suggestivo Emacs non ha prezzo. Ma più che una scusa per provare questo nuovo geekissimo modo di aggiornare queste pagine è lo scarico della tensione dopo questa bruttissima partita che mi fa scrivere.
Dal mio ultimo post si sono susseguiti eventi importanti in tutti gli ambiti a cui do attenzione solitamente in queste pagine, ma mi trovo solo ora a scrivere 2 pillole sperando che l'ottima scusa si tramuti nella ripresa di una buona abitudine: post corti più spesso ;-)

Che dire, un'Italia così remissiva e spaesata non ce l'aspettavamo proprio, che se la gioca con il vuoto espresso sia con il Paraguay che con la Nuova Zelanda.
Ecco una prima riflessione, guardare a posteriori chi erano le nostre avversarie nel girone fa molto male e merita come unica reazione possibile il sotterrarsi per la vergogna.

Non ci sono molte parole per spiegare quanto abbiamo visto. Lippi pensava di fare un buon mondiale solo perchè l'altra volta avevamo pescato il Jolly più e più volte. Ma la fortuna arriva se fai gioco e se ti metti in gioco. Cosa mai fatta proponendo sempre le solite soluzioni trite e ritrite che si è visto dalla prima partita che non funzionavano.

Una scelta su tutte: Iaquinta titolare baluardo dell'attacco made in Lippi. Non pensi di salvarsi con quel colpo di tacco, è stato in campo più di tutti gli altri attaccanti e porta a casa una realizzazione su rigore (se lo sbagliava veniva linciato) e questo exploit nell'area della Slovacchia.
Quagliarella era la risposta, ed è arrivata davvero troppo tardi. Possibile che un allenatore si ostini a tal punto su una sua idea da non vedere la grande differenza di condizione tra chi manda in campo e chi lascia in panca?

Ma la chiave forse è un'altra. Anche perchè nel suo piccolo l'attacco alla fin fine il suo dovere oggi lo ha fatto.

Parliamo della difesa. Dell'incapacità di entrare in partita da parte del nostro capitano, determinante nelle gioie del 2006 così come nelle disgrazie del 2010. La colpa del buco in difesa è tutta di Cannavaro? Secondo me ha davvero molte responsabilità.
La sua fotografia oggi è impietosa, falli tattici al limite della seconda ammonizione per evitare danni peggiori ed infine il totale e scandaloso errore nella copertura di quella banale e perfida rimessa laterale che in definitiva è ciò che ci condanna.
Un difensore che va a raddoppiare sul probabile desinatario della rimessa lasciando alle sue spalle una prateria che in certi cartoni avrebbe superato la curvatura terrestre. Lì in quella autostrada si è infilato il fresco nuovo entrato che ha beffato un praticamente incolpevole Marchetti.

Non c'è molto altro da commentare. Va bene gli infortuni, va bene che poteva portare altri, ma al netto dei 23 di Casa Italia sicuramente si poteva fare meglio.

Abbiamo vinto lo scorso mondiale grazie alla superbia del nostro allenatore che in quelle circostanze ha però anche azzeccato i colpi e ha dato così carica alla squadra. Oggi dobbiamo ammettere che quello stesso atteggiamento esercitato su una squadra meno solida e più impaurita ha generato il disastro che ora ci troviamo davanti.

L'unico dato positivo è questo: Lippi che scende dall'Olimpo piedistallo e torna tra gli umani.

Ora buon lavoro a Prandelli e mettiamoci a costruire la squadra del futuro, perchè sia più giovane e più coraggiosa!

sabato 10 aprile 2010

kdemod4 non parte dopo l'update di Arch

Ciao a tutti,
eccomi di nuovo attivo con un post veloce!

UPDATE 12 Aprile 2010: questo post è diventato inutile grazie all'update di qtmod alla versione 4.6.2-2

DISCLAIMER: in giro si dice che symlinkare le librerie ssl non sia consigliabile per la sicurezza. Come al solito... a voi la scelta! Così funziona ma come al solito fatelo a vostro rischio. L'alternativa è mantenere openssl alla 0.9.8 e aspettare il prossimo upgrade di kdemod ;-)

Come da titolo, pochi secondi fa non mi partiva più kdemod4 dopo l'aggiornamento di Arch.
Dopo aver fatto qualche prova e aver constatato che Xorg da solo funzionava, ho controllato il file di log di kdm:
$ tail /var/log/kdm.log

e la risposta è stata questa:

    (WW) warning, (EE) error, (NI) not implemented, (??) unknown.
(==) Log file: "/var/log/Xorg.0.log", Time: Sat Apr 10 20:54:38 2010
(==) Using default built-in configuration (30 lines)
(EE) Failed to load module "vesa" (module does not exist, 0)
(EE) Failed to load module "fbdev" (module does not exist, 0)
The XKEYBOARD keymap compiler (xkbcomp) reports:
> Warning:          Type "ONE_LEVEL" has 1 levels, but has 2 symbols
>                   Ignoring extra symbols
Errors from xkbcomp are not fatal to the X server
/usr/lib/kde4/libexec/kdm_greet: error while loading shared libraries: libssl.so.0.9.8: cannot open shared object file: No such file or directory

Ho quindi controllato la libssl constatando con piacere che il pacchetto openssl era stato aggiornato alla versione 1.0

La soluzione quindi è un semplice link simbolico che spacci la 1.0 per la 0.9.8 cercata da kdm_greet

$ cd /usr/lib
$ sudo ln -s libssl.so.1.0.0 libssl.so.0.9.8

... tutto qui?!?! NO :-P perchè ad un nuovo avvio di kdm l'amico rispondeva variando sul tema:

    (WW) warning, (EE) error, (NI) not implemented, (??) unknown.
(==) Log file: "/var/log/Xorg.0.log", Time: Sat Apr 10 21:00:53 2010
(==) Using default built-in configuration (30 lines)
(EE) Failed to load module "vesa" (module does not exist, 0)
(EE) Failed to load module "fbdev" (module does not exist, 0)
The XKEYBOARD keymap compiler (xkbcomp) reports:
> Warning:          Type "ONE_LEVEL" has 1 levels, but has 2 symbols
>                   Ignoring extra symbols
Errors from xkbcomp are not fatal to the X server
/usr/lib/kde4/libexec/kdm_greet: error while loading shared libraries: libcrypto.so.0.9.8: cannot open shared object file: No such file or directory

rendendo necessaria la creazione del link anche per la libcrypto:

$ cd /usr/lib
$ sudo ln -s libcrypto.so.1.0.0 libcrypto.so.0.9.8

E anche oggi la giornata è salva... grazie ai file di log ;-)

keep on hacking!
Andy

giovedì 18 marzo 2010

Remmirath - Reprise

Ciao a tutti!
Come qualguno di voi (gli "aficionados"!) noterà, Remmirath ha un nuovo look. Spero che vi piaccia!

L'ultima volta che ho scritto un post era ancora Novembre 2009.

Molte cose sono accadute da allora...
alcune tristi,
alcune belle.
Quello che è importante è però che ciò che continua ad avvenire in questio mio angolo di spazio-tempo sia ancora e sempre VITA piuttosto che "una successione di giorni".
 Da Novembre sto mettendo in ordine...
Stanotte era tempo di sistemare anche questo angolo della rete, con la speranza di ricominciare a scrivere più prima che poi. Sicuramente ci proverò!
 Per ora...  that's all folks! Grazie per tutti i vostri commenti, grazie per tutte le vostre visite, specialmente quando non c'era niente di nuovo su queste pagine.

keep on dreamin' e a presto!
Andy