giovedì 22 luglio 2010

Italia, il paese del sensazionalismo scientifico senza ritegno!

Ciao a tutti,
approfittando di un commento a un buzz di un amico, colgo l'occasione per rimettere in ordine le idee attorno ad un articolo "shock" uscito su Repubblica online il 15 luglio 2010.

"Newton si è sbagliato
la gravità non esiste"

Negli Usa si è riaperto il dibattito sui principi formulati dal celebre scienziato grazie ai lavori di un fisico olandese: "La sua teoria è un'illusione". Si tratta di Erik Verlinde che lega le sue critiche all'ipotesi delle stringhe e a quella dell'universo olografico

Eccovi il link se proprio ci tenete: http://bit.ly/cbGdeC

Mi piacerebbe conoscere la vostra reazione a questo titolo a prescindere dalla teoria delle stringhe e dell'universo olografico (spiattellati dal giornalista nel sottotitolo come ottimo condimento per la sparata precedente, come se lui stesso "mangiasse a colazione" queste nuove teorie che "ridicolizzano" la fisica classica).

La mia reazione? Mi sono vergognato di essere un lettore di questa roba. Mi sono vergognato del sensazionalismo scientifico di casa nostra. Mi sono indignato della stupidità e dell'ignoranza con cui pur di farsi leggere si denigra nientemeno che Newton e per di più nel merito della sua teoria della gravitazione!

La mia non è una difesa del signor Isacco quale totem della fisica, quale novello monolitico Aristotele contro un novello impertinente Galileo... la mia è una difesa della corretta divulgazione scientifica e un rifiuto del sensazionalismo che stravolge l'essenza della ricerca.

Isaac Newton by Godfrey Kneller - 1689
Non servono tante parole per capire quanto un titolo così faccia a pugni con lo spirito che da sempre è alla base del progresso scientifico e culturale. Essere costretto a citare lo stesso Newton in merito, fa forse più rabbia nei confronti dell'ignoranza del giornalista ma eleva automaticamente il livello facendo rispondere in prima persona il Nostro e lasciando le sparate a quello che sono.
Scriveva Isaac Newton su questioni di ottica a Robert Hooke il 15 febbraio 1676:
"What Descartes did was a good step. You have added much several ways, and especially in taking the colours of thin plates into philosophical consideration. If I have seen a little further it is by standing on the shoulders of Giants."

Lui stesso era un gigante. Noi lo sappiamo. Lui lo sapeva. Ma questa è la verità di cui si rese conto lui stesso: tutti siamo debitori, nei confronti dei nostri predecessori, per il punto di partenza. Questa è la profonda umiltà che solo i grandi riescono a conservare anche quando è indubbio che abbiano dato un contributo enorme alla conoscenza.
Da questa consapevolezza nasce il rispetto nei confronti di chi è venuto prima, anche e soprattutto se si trova una nuova teoria più plausibile che spieghi i fenomeni già sistematizzati da chi ci ha preceduto, in un modo che ora ci sembra parziale o addirittura errato.

Ma noi no! A noi piace la polemica! A noi piace il gossip! A noi piace il pollaio! E il "nostro corrispondente" il sig. Federico Rampini lo sa bene. Non si limita a copiare, tradurre e sforbiciare questo articolo uscito giusto 3 giorni prima sul NYTimes http://nyti.ms/cJPog8 (così sono capace anch'io di fare il "nostro corrispondente" :-D).
Mette pure un titolo veramente fuori luogo che fa impallidire il suo articolo a confronto con l'originale molto più preciso e meno polemico. A proposito del "plagio/traduzione" fa davvero sorridere che in fondo all'articolo di Repubblica ci sia un bellissimo © RIPRODUZIONE RISERVATA ma se è copiato!!! bah...

L'amara conclusione culturale è che purtroppo non si sa se venga prima l'uovo o la gallina.
Non si capisce se sia l'ignoranza in ambito scientifico, che attanaglia la stragrande maggioranza degli Italiani, la causa di questa arroganza fuori luogo che fa leggere in questi termini beceri la nascita di una nuova teoria. O se sia piuttosto il contrario: che a causa di polemiche sterili per commentare le innovazioni o, peggio, a causa della divulgazione di palesi idiozie (cfr. Voyager e il sig. Giacobbo) questa "scienza delle illazioni", per come viene presentata, non eserciti alcuna attrattiva nei confronti delle persone e dei ragazzi in particolare.

Cassini Saturn Orbit Insertion
Nel nostro paese la verità è soggettiva, anche in ambito scientifico. Non solo ognuno è libero di pensarla come vuole anche sulla gravità, ma anzi possiamo tranquillamente dare del deficiente a Newton appena abbiamo un'idea più carina.
Non importa che con le equazioni di Newton mandiamo sonde spaziali su Saturno con solenni slalom tra gli anelli.
Il dato che emerge da questo modo di fare divulgazione è che, se la gravità si dimostrerà una forza apparente legata all'entropia, Newton era sicuramente un povero illuso di dimensioni cosmiche!
Anche se era la seconda metà del 1600.
Anche se era umile abbastanza per comprendere l'onore di prendere il largo con la ricerca a partire dall'orizzonte che si intravedeva "standing on the shoulders of giants."
Anche se lo scienziato promotore della nuova teoria non ha mancato di rispetto a Newton in questo modo.
Anche se il giornalista che si riempie la bocca di teoria delle stringhe e universo olografico probabilmente ricorda a stento l'equazione della gravitazione universale e la rivoluzione che è stata per la fisica.

In Italia il gossip prende il posto dell'informazione. Anche in ambito scientifico. Anche sui media che denunciano tutti i giorni la "deriva culturale".
È una vera tristezza.

3 commenti:

  1. Gli passarei sopra con un caterpillar.. tanto se la gravitá non esiste...

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  2. Sapere di stare sulle spalle di giganti non è da tutti e forse questo non è il tempo in cui si è disposti a riconoscere i propri limiti, anzi lo sport più diffuso è negarli.
    Comunque complimenti.

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  3. Che ne dici di questo bel titolo, "Niente Big Bang"?
    http://bit.ly/agWM8R
    Meno male che qui fanno un po' di chiarezza (http://bit.ly/cvbZZX), ma quanti lo leggeranno?

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